Cassazione Genova G8 2001: condanne più lievi ma vendetta

Appuntamento ore 20 a Roma – Piazza Trilussa (Trastevere) per prendere parola sull’esito della sentenza (http://www.10×100.it/)

Cassazione: condanne più lievi ma vendetta, non giustizia

Colpevolezza confermata dalla Cassazione per i dieci manifestanti a giudizio che così diventano un capro espiatorio utile per condannare un intero movimento di protesta. Ma condanne più lievi.

Anche se di poco. Giusto quanto basta affinché la maggior parte dell’opinione pubblica possa essere convinta che lo Stato non ha avuto la mano pesante solo con chi protestava e leggera invece con i dirigenti di Polizia che abusarono del loro potere e della loro divisa.

Condanne confermate ma più lievi per alcuni dei dieci imputati per i reati di devastazione e saccheggio in merito agli scontri durante le manifestazioni contro il G8 di Genova del 2001. Così ha deciso la Prima Sezione Penale della Cassazione, che ha confermato in toto, invece, la condanna d’appello per due imputati. Tutti, però, sono stati comunque riconosciuti responsabili del reato di devastazione e saccheggio. Un modo per dire che lo Stato ha punito i dirigenti delle forze dell’ordine responsabili di diritti efferati contro i manifestanti, in particolare per i fatti della Diaz e di Bolzaneto, ma al tempo stesso anche i manifestanti ‘violenti’ accusati di aver messo Genova a ferro e fuoco. Peccato che mentre i poliziotti e i dirigenti condannati il 5 luglio non faranno un giorno di carcere tutti i dieci manifestanti ora dovranno scontare una pena in condizioni di privazione assoluta della libertà.

Nel dettaglio, la prima sezione penale della Corte di Cassazione, dopo sole tre ore di camera di consiglio, ha annullato con rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Genova del 9 ottobre del 2010 limitatamente alla mancata concessione delle attenuanti generiche nei confronti di Carlo Arculeo (in appello 8 anni), per Carlo Cuccomarino (8 anni) per Antonino Valguarnera (8 anni). Quindi cinque imputati dovranno tornare in appello.
La Suprema Corte ha inoltre annullato la sentenza di appello ma senza rinvio limitatamente al reato di detenzione di bottiglie incendiarie nei confronti di Luca Finotti (10 anni e 9 mesi in appello), Vincenzo Vecchi (13 anni); Marina Cugnaschi (12 anni e 3 mesi) e Francesco Puglisi (in appello 15 anni). Di conseguenza la Suprema Corte ha ridotto la pena per Puglisi a 14 anni e nei confronti degli altri 3 ha operato una riduzione delle pene pari a 9 mesi. Una decisione che va a determinare le condanne di appello che due anni fa erano state pari ad un secolo complessivamente per i 10 imputati. La pubblica accusa di piazza Cavour rappresentata da Piero Gaeta aveva chiesto, invece, di confermare completamente la sentenza di secondo grado.

Alle 20 alcune reti e organizzazioni della sinistra si sono date appuntamento a Roma, in Piazza Trilussa, nel quartiere di Trastevere, per commentare assieme la sentenza e decidere ulteriori iniziative di denuncia e di protesta.

http://www.contropiano.org/it/news-politica/item/10228-cassazione-condanne-più-lievi-ma-vendetta-non-giustizia

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